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10 Октября 2015

Le stelle di Gagarin e il mito del trattore La stagione d'oro dei pittori sovietici.La Repubblica

Al Palazzo delle Esposizioni da venerdì prossimo sessanta opere del realismo socialista che celebrano le conquiste del regime ma anche la Russia più intima

LAURA LAURENZI

SI intitola Arrivederci terrestri! il ritratto del primo astronauta sovietico Gagarin, l'uomo simbolo della conquista del cosmo, rappresentato come in un'istantanea nei primi minuti dopo il ritorno sul pianeta Terra, lo sguardo pieno di luce. A firmare il quadro è Andrej Plotnov: la sua è una delle opere più significative della mostra "Russia on the Road 1920-1990" che si inaugura il 16 ottobre a Palazzo delle Esposizioni.

Ne fanno parte capolavori come La nuova

Mosca di Jurij Pimenov, Metro di Aleksandr Labas, In aria di Aleksandr Dejneka, In viaggio di Georgij Nisskij, che verranno esposti insieme a un vasto repertorio di immagini e iconografie, a raccontare il Paese e il suo popolo nel secolo delle grandi trasformazioni tecnologiche.

Una sessantina le tele esposte. Diversissimi gli approcci, gli stili, le emozioni trasmesse.

In viaggio , per esempio, con quella locomotiva fumante, è uno struggente omaggio alla pittura metafisica di De Chirico. La Terra in ascolto di Vladimir Nesterov è la celebrazione di un'enorme parabola satellitare spalancata sul futuro profondo.

Grande spazio ha la figura umana ma le vere protagoniste sembrano essere le macchine con il loro alone prodigioso. Perché on the road ? Perché è una mostra in movimento, perché celebra i mezzi di trasporto: tutti, dal camion al missile, dall'automobile al piroscafo. Simbolo del progresso e di un inedito dominio dell'uomo sulla enorme vastità del continente russo, macchine e macchinari hanno invaso da un secolo anche l'immaginario degli artisti del realismo socialista. Aeroplani, treni, navi, automobili ma anche au-tostrade, ferrovie, porti, stazioni della metropolitana, persino basi spaziali diventano soggetti interessanti e "nobili" quanto la figura umana o l'immenso paesaggio naturale della madre Russia, entrando nella rappresentazione artistica come simbolo positivo di prosperità e ottimismo.

Le opere registrano quanto multiforme sia stato l'occhio dei singoli pittori, quanto diverse siano le loro sensibilità di fronte ai soggetti tecnologici, variando notevolmente per forma, per scelta stilistica, per inquadratura, luce, atmosfera. Da un lato, opere fortemente ideologiche che celebrano i nuovi miti come simbolo del cambiamento; dall'altro lavori più intimi e poetici, lontani dagli obblighi della propaganda.

Oltre a presentare al pubblico alcuni celebri capolavori di Aleksandr Deineka, Juri Pimenov, Aleksandr Samokhvalov, Georgj Nisskij, corrispondenti al periodo più noto della storia artistica sovietica, quello cioè che va dagli anni Venti agli anni Cinquanta, la mostra annovera opere meno conosciute dipinte in anni più recenti. Siamo nelle decadi che vanno dai Sessanta ai Novanta, in cui troviamo elementi in comune con le contemporanee correnti culturali europee, come il Neorealismo italiano o la Nouvelle vague francese. Rimasta a lungo nascosta dietro la "cortina di ferro", questa pittura è oggi oggetto di appassionato collezionismo.

I dipinti in mostra a Roma provengono dall'Istituto dell'Arte Realista Russa di Mosca ma anche dai principali musei statali del Paese, inclusi il Museo memoriale della cosmonautica e la Galleria nazionale armena. L'esibizione, aperta fino al 15 dicembre, è stata ideata da Aleksej Ananjev ed è a cura di Nadezhda Stepanova e Matteo Lanfranconi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

La locomotiva fumante di Nisskij è uno struggente omaggio a De Chirico. Accanto ai quadri esposte anche foto e testimonianze

LE OPERE IN MOSTRA

A destra, in grande, Andrew Plotnov "Arrivederci terrestri!" (1979) In alto, da sinistra Vladimir Nesterov, "La terra in ascolto" (1965); Georg Nissky, "In viaggio", 1958; Victor Kudelkin, "Camionista nella fabbrica Kamaz", 1979, in mostra al Palaexpo

Оригинал материала: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/10/10/le-stelle-di-gagarin-e-il-mit...



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