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15 Октября 2015

Roma, il Palazzo delle Esposizioni rilancia con tre mostre: liberty, design italiano, impressionisti e moderni. Spettacoli e Cultura

Il PalaExpo scommette sul futuro e rilancia con una tripletta di mostre che celebra la creatività a 360 gradi. Puntando sulla qualità e la varietà di scelta, dopo le dimissioni del Cda dell'Azienda Speciale lo scorso giugno e l'arrivo del commissario Innocenzo Cipolletta. E in un momento in cui la Città Eterna ha davvero bisogno di stimoli.<br>
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“Il rilancio di Palazzo delle Esposizioni parte oggi con tre mostre che sono uno sguardo bellissimo sul ‘900 – ha sottolineato stamattina l’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli alla multi-presentazione -. Un autunno dal sapore internazionale per uno dei luoghi più cari ai romani. Dal prossimo 8 dicembre Roma si appresta ad ospitare milioni di pellegrini e turisti provenienti da ogni parte del pianeta. Tra le tante kermesse di carattere artistico che troveranno in città, a fare da cornice all’evento giubilare dunque, anche questo “tris” di mostre un il biglietto da visita notevole per chi arriverà”.<br>
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Come dire un'offerta variegata che va incontro a interessi diversi accomunati dalla stessa passione per la scoperta e ri-scoperta della genialità. Tre rassegne che apriranno al pubblico dal 16 ottobre, "arredate" un po' come una corolla, con gli spazi allestiti in maniera sobria con linee pulite per sguardi concentrate sulle opere. Al primo piano "Impressionisti e Moderni. Capolavori dalla Phillips Collection di Washington" che, fino al 14 febbraio 2016, propone 62 dipinti di oltre 50 artisti provenienti dal primo museo di arte moderna fondato in America, nato tra le due guerre per "mescolare epoche e nazionalità diverse, dipinti antichi e moderni che accostati, acquistano senso e rilevanza in nuovi contesti, per contrasto e analogia".<br>
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Si trovano nelle sezioni laterali del Palazzo, contraddistinte da pannelli di varie tonalitá e accompagnano nell'universo della storia dell'arte con un filo d'Arianna cronologico. Attraversano l'Ottocento e il Novecento fino al secondo Dopoguerra, da Goya a Ingres, da Cezanne a Degas e Monet. Fino a Picasso, Matisse, Rothko. Nello spazio in fondo obiettivi puntati su "Russia on the road. 1920-1990" , sessanta dipinti e lavoro grafico provenienti dall'Istituto dell'arte realista russa, dai musei statali e da collezioni private in mostra fino al 15 dicembre prima del rientro a Mosca dove verranno esposti da gennaio a maggio del prossimo anno. Un excursus in gran parte inedito che prende in esame quasi un secolo in cui si tentò di trasformare le utopie in realtà e la realtà in mito con opere rimaste a lungo nascoste dietro la "cortina di ferro".<br>
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Al primo piano la terza esposizione, una vera e propria chicca con una girandola di pezzi, mobili, creazioni, dipinti e tutto quanto fa arte decorativa e dintorni: "Una dolce vita? Dal Liberty al design italiano. 1900-1940" (fino al 17 gennaio 2016) organizzata in collaborazione con il Museé d'Orsay di Parigi. Qui sembra di entrare nelle stanze di una grande casa arredata con l'eccellenza della creatività. Dalle opere di Carlo Bugatti e Galileo Chini ai pezzi dei futuristi Balla, Depero e Marinetti. Fino a grandi esempi di inventiva doc firmati da nomi illustri come Gio Ponti, Carlo Scarpa, Marcello Piacentini e Alberto e Aldo Magnelli (creatori del design  della macchina da scrivere Olivetti). <a href="http://www.palazzoesposizioni.it">www.palazzoesposizioni.it</a><br>
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