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29 Октября 2015

Russia on the road, gusto sovieticoin sessanta dipinti.Corriere della Sera

Si possono guardare i dipinti esposti in «Russia on the road» in due modi: osservando da una parte lo stile artistico, dall?altra l?evolversi della società sovietica nell?arco del Novecento e la visione che di questa società cercò di dare il regime. Lo stile è ispirato, come fa notare l?ideatore della mostra Aleksej Anan?ev, «dalle opere dei vecchi maestri, dal neorealismo italiano e dalla nouvelle vague francese». E poi si è sviluppato in maniera autonoma in una corrente che è rimasta a lungo nascosta oltre la cortina di ferro e che soltanto negli ultimi anni ha cominciato a suscitare interesse nel resto del mondo. A Roma arriva ora una raccolta di opere nella mostra curata da Nade?da Stepanova e Matteo Lafranconi, al Palaexpo fino al 15 dicembre. I quadri, circa sessanta, provengono da così tanti musei russi che a citarli tutti ci vorrebbe una buona parte di questa pagina. Il tema «on the road», percepito in occidente come simbolo della ribellione della beat generation grazie al mitico libro di Jack Kerouac, nell?Unione sovietica degli anni Trenta rappresenta la possibilità di movimento moltiplicata dal progresso tecnologico, metafora perfetta dello slancio dell?Uomo nuovo teso alla costruzione di una società ideale. Nell?arte questa metafora viene descritta dagli autori del cosiddetto realismo socialista, che ritraggono per settant?anni aeroporti e strade ferrate, autobus e metropolitane, camion e idrovolanti, navi e auto in corsa sulle arterie della «nuova Mosca». Sono i mezzi di trasporto che annullano le immense distanze dell?impero sovietico e domano i territori più impervi, la forza dei fiumi, la vastità delle steppe, l?inaccessibilità delle montagne. Come si vede nel dipinto «In aria» di Aleksandr Dejneka, uno degli artisti più celebri, che contrappone in maniera drammatica l?incombente cima di una montagna e l?aereo leggero e indifeso che la sfiora volando sopra le nuvole. Si annulla, grazie al lavoro meccanizzato, anche la disparità di genere, che porta la donna a diventare, come l?uomo, protagonista del mondo contemporaneo. Come dimostra Samuil Adlivankin, che nel 1934 ritrae l?aviatrice Katja Mel?nikova. Si arriva agli anni Sessanta, alla conquista dello spazio. I pittori corrono a raffigurare il cosmodromo di Bajkonur, in Kazakistan. Nel quadro di Alekasander Petrov appare sommerso dalla neve, con un razzo sulla rampa di lancio, in primo piano una foresta di pilastri in cemento che servono a ridurre in frantumi il razzo, nel caso in cui il decollo non abbia successo e ricada a terra. Chiunque oggi può visitarlo, informa il catalogo della mostra (ed. Istituto dell?Arte Realista Russa). E avverte che la permanenza nella località costa 600 euro al giorno.© RIPRODUZIONE RISERVATA

Colonnelli Lauretta

Оригинал материала: http://archiviostorico.corriere.it/2015/ottobre/29/Russia_the_road_gusto_sovieticoin_co_0_20151029_7...


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